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L'avvio di un nuovo anno
scolastico è sempre un evento importante, particolarmente atteso
e carico di emotività.
I segnali di profondo malessere
che viviamo oggi nella società, sui banchi di scuola, dietro la
cattedra, metaforica trincea che contrappone due categorie,
allievi e docenti, entrambe disorientate e alla faticosa ricerca
di nuovi significati da attribuire alla relazione educativa,
impongono un percorso improntato alla collaborazione e alla
condivisione.
Il disagio giovanile, come la
frustrazione professionale di tanti dirigenti, docenti alle
prese con scolaresche “irrefrenabili”, non sono fenomeni nuovi.
Allo stesso modo non lo è la
frustrazione e il senso di inadeguatezza di tanti genitori di
fronte al proprio ruolo.
Quella adolescenziale rimane la
stagione più critica e problematica, incalzata dalla crisi di
identità e dalle urgenze evolutive dell’iniziazione ai ruoli e
alle responsabilità sociali.
Pertanto, appare sempre più
doveroso confidare in un forte Patto educativo di
corresponsabilità condiviso con tutte le componenti coinvolte
nel percorso formativo dei nostri ragazzi.
Di fronte a tale scenario vorrei
suggerire di “descolarizzare” il disagio e sollecitare le
responsabilità di tutti gli enti e le istituzioni con funzioni
assistenziali, sociali, educative.
Alla scuola, alla famiglia alle
agenzie educative, rivolgo l’invito a collocarsi nei reticoli di
questa alleanza per elevare l’intensità motivazionale dei nostri
allievi, privilegiando un modello comportamentale di tipo
assertivo dotandosi,nel contempo, di strumenti idonei per
gestire le emozioni proprie e quelle altrui, insegnando
l’autocontrollo, la perseveranza e l’automotivazione.
Con stima,
Il DIRIGENTE
SCOLASTICO
Dott.ssa Giuseppina Palmiero
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