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Villa del Barone De Renzis a Francolise

 

 

 

 

 

                          

 

 

 

Montanaro

La Piazza del Municipio

Saranno 400, forse 500 se non di più le tombe violate a Montanaro, frazione di Francolise. E’ difficile contarle tutte: sono coperte dall’erba. Lungo le due rive del fiume Savone, il terreno è ormai diventato una groviera: lungo tutto il bosco di castagni cedui, le fosse si vedono a centinaia, spesso molto vicine e scavate di recente. La sovrintendenza archeologica fece un'indagine del sito nel dicembre 1995. La grande necropoli si colloca di fronte al santuario di età arcaica di Fondo Ruozzo. Le tombe, tutte violate, sono a fossa terragna e a cassa scavata nel tufo grigio. La copertura era perlopiù di lastre di tufo o di tegole di cotto. Gli oggetti di ceramica allora recuperati consentirono all’ufficio della Soprintendenza, di collocare la necropoli in un periodo compreso tra il VI sec. a.C. e l’Età ellenistica. Durante gli scavi, fino a 4 metri di profondità, sono stati rinvenute monete, vasi in bucchero rosso e corredi funerari.

Il Palazzo baronale De Renzis fu costruito nel 1589 quando la ricca famiglia d'origine romana (discendente da Cola di Rienzo, lo sfortunato tribuno che capeggiò l’insurrezione popolare di Roma nel 1347), fu investita del titolo baronale del Feudo di Montanaro.

Il primo Barone de Renzis fu Vincenzo che, dopo essere stato investito del titolo nobiliare, acquistò da Francesco Caracciolo il castello che fece abbellire smussando le grosse mura difensive, decorando l'edificio con merli, finestre, stemmi e ornando il grandissimo giardino con roveri, pini, conifere, palme, fiori, viali e piazzette lastricate, cappelle e colombaie.

Nelle stanze di questo grande palazzo baronale, dove oggi vivono i discendenti De Renzis, in passato abitarono uomini d’arme, letterati e patrioti come Leopoldo, Stanislao e Francesco De Renzis. Leopoldo e Stanislao furono chiamati a Napoli da Carlo Lambert, luogotenente del generale Champonnet: Stanislao per a far parte del Comitato dell’Interno, Leopoldo, invece, fu nominato dapprima Presidente del comitato rivoluzionario e poi Ministro degli armamenti e della guerra. Il primo per motivi di salute lasciò il suo incarico nel febbraio 1799, Leopoldo, invece, fu tra gli ultimi difensori del Maschio Angioino finché non fu impiccato il 12 dicembre 1799 tra gli eroi della Repubblica Napoletana. Francesco, invece, capitano dei Savoia, sposò a Firenze Edith Sonnino, figlia del Presidente del Consiglio dal 1906. Con Cesano e Piacentini, nella primavera del 1870 fondò, sempre a Firenze, il Fanfulla e scrisse opere di ispirazione tardo-romantica. Fu deputato per cinque legislazioni e ambasciatore italiano a Madrid e Londra.

 

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Ultimo aggiornamento: 23.07.2003  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

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