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Sant'Andrea del Pizzone  
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  Sant'Andrea del Pizzone

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Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Chiesa Vecchia)


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Nell’ambito del territorio comunale di Francolise nella frazione più popolosa (circa 4000 abitanti) S.Andrea del Pizzone, da studi recentissimi risulta quasi certamente l’ubicazione della antica città romana di “Urbana”, sorta sull’Appia Antica. 
Alcuni storici la ritenevano fondata dai Pelagi…. mentre Plinio il Vecchio la dichiarava prettamente di origine romana. 
Si doveva estendere, secondo lo storico Menna, dal Ponte Campano (sito presso l’attuale Masseria Porto di Carro), sino al Rio Persico, tale sito era dodici miglia da Capua (Santa Maria Capua Vetere), sull’Appia Antica, nonché a tre miglia da Ponte Campano, probabilmente, in località Masseria “Sant’Aniello”. 
Pare che fosse una città molto conosciuta che Silla innalzò a colonia, fu anche molto trafficata per la vicinanza al campo Falerno, il quale si estendeva alla destra del Savone e fu famoso per la ricca produzione del vino Falerno, molto elogiato da Orazio, Cicerone, Virgilio, Mecenate.
“Urbana” sorgeva nel “Campo Stellato”, lungo l’importante Appia Antica che fu definita per la sua funzionalità: “Regina Viarum” cioè Regina delle Vie.
Questa colonia fu distrutta verso l’ottavo secolo nelle guerre tra Longobardi e Saraceni.
Recentissimi rinvenimenti archeologici hanno permesso di identificare Urbana, di fondazione tardo repubblicana, un centro rimasto autonomo fino all’età Augustea, quando fu aggregato alla più importante Capua (Santa Maria Capua Vetere), seguendo in ciò la sorte di Casilinum (l’attuale Capua).
Lungo le nostre terre serpeggiava l’Appia Antica che collegava Roma con Capua, costruita da Appio Claudio Cieco nel 312 a.C., prolungata poi, nel 190, fino a Taranto e Brindisi.
La Via Appia era, per quei tempi, quello che oggi è per noi l’Autostrada del Sole. A noi interessa particolarmente il tratto che collegava Sinuessa (Nuova Mondragone) a Capua, tratto che non solo è andato distrutto ma ha dato motivo a molti pareri contrastanti. 
L’interpretazione che merita più fede è quella recente del Tommasino, secondo cui, essa partiva dalle Vagnole (Mondragone), presso la cappella della Madonna Incaldana, saliva alla Starza (rione S.Angelo), costeggiava il monte Petrino, fino a Falciano del Massico, per la torre del Paladino attraverso l’ager Phalernus, toccava Masseria Aceti, Santoianni, per gettarsi su Limata e forse era la graziosa “Villula” dello scrittore latino Orazio, dove aveva ospitato anche Virgilio, autore del Poema dell’Eneide; una seconda interpretazione individuerebbe questa villa nei ruderi presso il “Molino dei Monaci” di Ciamprisco.
Da qui, raggiungeva Porto di Carro, attraversava Ponte Campano e si versava nella piana di S.Andrea del Pizzone, fino a S.Aniello, da dove puntava su Brezza, per raggiungere Casilinum (Capua). Il suo percorso era ricco di ville e di graziose cittadine, oltre ad Urbana c’era Larissa, nei pressi di Falciano del Massico; Cedia, tra Falciano e Mondragone, infine Foro Popilio, verso Carinola.Una grande palude lago che si congiungeva con il mare, iniziava presso Porto di Carro: era un basso fondale che, se oggi si trova a quattro m. sul livello del mare, a quei secoli, doveva trovarsi al disotto. Con il passare del tempo, ha subito un fenomeno d’innalzamento dovuto all’azione sinergica del mare con i suoi depositi arenili, delle vere e proprie dune, a quella delle acque piovane che vi si scaricavano abbondantemente e a quella di tre corsi, Rio di Roda, Fosso Riccio e Savone delle Ferriere che vi defluivano.
Testimonianza di questa grande palude lago è che Ferdinando IV di Borbone la dichiarò “Riserva di caccia reale”, nel ‘700, per la moltitudine di uccelli acquatici che vi stazionava. I re di Napoli vi cacciavano i germani reali ( detti localmente maliardi) e le allodole ( chiamate cucciardi), spostandosi con un’ imbarcazione leggera che si“Riserva di caccia reale”, nel ‘700, per la moltitudine di uccelli acquatici che vi stazionava. I re di Napoli vi cacciavano i germani reali ( detti localmente maliardi) e le allodole ( chiamate cucciardi), spostandosi con un’ imbarcazione leggera che si dei vegetali per la persistente umidità; un abitante della zona su dieci ne era affetto a causa della vicinanza del pantano al centro abitato.
L’opera di risanamento del pantano fu completata tra il 1932 con la costruzione dell’idrovoro di Mazzafarro e gli anni 1945-50 con una nuova inalveazione del Savone, di poco a sud di Ciamprisco, fino al mare. Attualmente i corsi d’acqua che bagnano S.Andrea del Pizzone sono: il Savone, la Cavata, il Rio Lanzi, l’Agnena Vecchia e l’ Agnena Nuova.Il Savone è il più importante e segue il confine di tutto il comune con Carinola e Teano, per circa cinque km è caratterizzato da cinque piccole cascate. Nel “Campo Stellato”, territorio posto a destra dell’Appia al di là del fiumicello Saone (Savone delle Ferriere, denominato così perché in passato, lungo il suo corso, la forza dell’acqua era sfruttata per far funzionare le ferrerie dove si lavorava il ferro), si fermò Annibale che guidò l’esercito cartaginese contro quello romano, guidato da Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore, distruggendo tutte le colonie e le ville. Vi si rifugiarono anche gli schiavi di Spartaco che si ribellarono ai Romani e catturati furono impiccati, lungo l’Appia. 
Nel 59 a.C., con la legge Giulia, Cesare divise l’intero Campo Stellato ai suoi legionari nonostante fosse infecondo ed acquitrinoso; il suo nome fu dovuto proprio al fatto che, negli acquitrini, si specchiavano le stelle. 
Con la caduta dell’Impero Romano, questo territorio subì le varie dominazioni: Vandali, Goti, Franchi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi. 
Fu un periodo difficile per gli abitanti della zona, perché alle disavventure sociali si aggiunsero calamità naturali: terremoti e pestilenze. 
Nel Medioevo questo “Campo Stellato” fu denominato “Mazzone” delle Rose, perché vi crescevano soprattutto rose selvatiche ma anche fieno, cicorie e borràgini.

 

 
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Ultimo aggiornamento: 17.02.2010  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

 
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